sabato 24 maggio 2014
venerdì 16 maggio 2014
Oggetto Volante non Identificato inseguito a Les Bergeronnes (Canada)
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| Rappresentazione dell'accaduto |
Questo avvistamento risale allo scorso 25 luglio 2013 alle ore 23:30 quando il testimone era seduto su un tavolo da picnic vicino alla sua tenda montata sulla riva del fiume all'interno del Camping Bon-Désir, di Les Bergeronnes.
Quella sera era in compagnia della sua ragazza quando vide tre punti luminosi che si muovevano tra le stelle. Quei punti luminosi potevano benissimo essere confusi con le stelle per via delle loro dimensioni e dal loro colore blu ma non per il loro movimento insolito. I tre oggetti dopo essersi allineati avanzarono alla stessa velocità confondendosi tra le stelle. Successivamente i due giovani cercarono di nuovo quegli oggetti rivolgendo lo sguardo al cielo i quali apparvero pochi istanti dopo mentre seguivano una traiettoria in senso inverso.
Questa volta gli oggetti non erano allineati, ma in formazione stretta.
Dopo una traiettoria rettilinea, uno di questi oggetti cominciò ad effettuare delle manovre a zigzag pur rimanendo molto vicini
l'uno all'altro. E' a questo punto che il principale testimone riferi'
di avere sentito alcuni CF-18 mentre provenivano da due direzioni
diverse. Il testimone fu in grado di riconoscere il suono distintivo di
questi aerei militari da
combattimento poiche' aveva vissuto nei pressi di una base militare,
riuscendo a distinguerli per via delle loro luci di navigazione rosse e
blu .
Egli fu in grado di contare circa sei aerei in totale, tre su ogni lato. Qualche
tempo dopo, il testimone riusci' a contattare qualcuno che era a
conoscenza dell'accaduto presso la Base della Canadian Forces di
Bagotville (che dista circa un centinaio di chilometri dal luogo
dell'avvistamento). Il
testimone riferi' di avere avuto la conferma che la sera del 25 luglio
scatto' effettivamente un allarme presso la base aerea a seguito del
quale non venne intercettato alcun velivolo .
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| Bagotville Airport |
Avvistamento Radar-Visuale nel Sud Italia
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| F-104 Starfighter |
Caccia dell'Aeronautica inseguono UFO ?
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| Eurofighter Typhon dell'Aeronautica Militare Italiana |
REGGIO EMILIA (4 maggio 2013) - Tre jet all’inseguimento di un misterioso oggetto volante. Un wargame nel
cielo reggiano, di quelli che difficilmente si dimenticano, e una
notizia da maneggiare con più cura del solito, a causa delle sue
implicazioni: da molto tempo in Italia non venivano segnalati aerei
all’inseguimento di Ovni, oggetti volanti non identificati. Nondimeno
una notizia da dare, anche perché il testimone è ben certo di quello che
ha visto, al punto da autorizzare la pubblicazione del proprio nome.
Il Giornale di Reggio ha raccolto in esclusiva il racconto di Stefano Viappiani, 42 anni, di professione project manager informatico, residente con la compagna e la figlia alle Forche di Puianello. La sera del 24 aprile, intorno alle 21, Viappiani ha visto in lontananza, ma ben chiaro, in direzione Albinea, una oggetto volante rosso-arancione immobile nel cielo notturno. A un certo punto quella che sembrava una sfera è scomparsa all’improvviso in direzione Reggio Emilia, e dopo due-tre minuti sono sfrecciati a bassa quota tre jet in formazione, all’inseguimento dell’oggetto non identificato.
Viappiani in quel momento si trovava con la figlia: anche lei ha visto l’oggetto luminoso, fermo nel cielo notturno. A conferma che quella sera qualcosa è avvenuto nei cieli del Nord, la notizia di un “ufo” avvistato nel veronese da molte persone, sempre il 24 aprile fra le 21,20 e le 21,30 (vedere articolo sotto).
«Ho sempre pensato che nell’universo esistono altre civiltà, ma che gli Ufo, intesi come extraterrestri, sulla Terra non ci sono. Oggi, dopo quello che ho visto, non ne sono più tanto sicuro», dice Viappiani. Di certo il 25 aprile l’informatico reggiano ha postato la notizia sulla sua pagina Facebook, corredandola con un commento sarcastico sui politici italiani: «Ieri sera verso le 21 - ha scritto - sul cielo io e mia figlia abbiamo visto una sfera luminosa rossa che si muoveva a grandissima velocità e che poi stava improvvisamente ferma. Veniva da Albinea ed è scomparsa verso San Polo. Dieci minuti dopo tre caccia militari sono arrivati da est per seguire la strana luce. Ora so una cosa. Oggi 25 aprile sono sicuro che gli UFO esistono ed i politici onesti NO!!!». Ora ha deciso di raccontare il fatto nei dettagli: «Sono sicuro di quello che ho visto, non ho niente da nascondere e non ho problemi a vedere pubblicato il mio nome».
Signor Viappiani, dove si trovava quella sera? E cosa ha visto?
Mi trovavo in macchina. Ero andato a prendere mia figlia dai nonni, a Puianello, e stavo tornando a casa nostra alle Forche di Puianello. Erano passate da poco le 21, e la sera era sereno. A un certo punto ho notato in lontananza verso Albinea una luce rossa ferma nel cielo. Ho detto a mia figlia: «Guarda, c’è un aeroplano». Non ho potuto vedere la sagoma a causa della distanza e perché era buio, però dopo qualche secondo ho visto che non si muoveva e neppure lampeggiava, che invece fanno le luci degli aerei. La strada in quel punto si abbassa e per un tratto l’orizzonte viene coperto dalle case e dagli alberi, quindi ho perso l’oggetto di vista. Ma quando sono arrivato alla rotonda di Puianello la sfera rossa era ancora nella stessa posizione, ben visibile e immobile nel cielo. Insomma, non poteva essere un aereo.
Però l’oggetto si è mosso...
Sì, ma non è stata una cosa normale. Mi spiego. Poco prima della rotonda di Puianello continuo a vedere la sfera rossa immobile nella stessa posizione di prima, e mia figlia, seduta dietro, conferma che “l’aeroplano” è sempre là. Arrivo alla rotonda e vedo ancora la sfera nello specchietto retrovisore. Appena il tempo di percorrere la rotatoria e di girare a destra per le Forche di Puianello, e vedo che quello sfera rossa si era spostata di colpo: non era più alla mia destra, sopra Albinea, ma l’ho vista a sinistra più o meno sopra Montecavolo. In pochissimi secondi aveva percorso una distanza incredibile, forse decine di chilometri.
E dopo?
Mi fermo nel parcheggio del mobilificio che si trova sulla strada di Puianello, per vedere meglio, e quella luce era ancora là, sopra Montecavolo. Pochi minuti dopo arrivo a casa, scendiamo dalla macchina e vedo ancora la luce rossa ferma, lontana ma ben chiara. La guardo di nuovo e in quel momento la vedo partire velocissima: in un attimo scompare in direzione Montecchio-Reggio.
Nel post su Facebook lei parla anche di caccia militari. Cos’ha visto?
Come dicevo, la sfera è scomparsa in un momento verso Reggio. Ma dopo due o tre minuti sono sfrecciati a bassa quota tre jet militari, velocissimi: venivano da est e andavano nella stessa direzione della sfera. Erano in formazione: uno di punta, una laterale e il terzo leggermente dietro.
Ma era buio, come ha fatto a riconoscerli?
Ho sentito distintamente i rombi di tre aerei e ho visto bene le luci. Volavano a bassa quota e si sono allontanati subito verso Reggio. Penso proprio che inseguissero quell’oggetto.
E’ riuscito a scattare delle fotografie?
Come le ho detto, lì per lì avevo pensato a un aeroplano. E poi di notte col telefonino sono si scattano grandi immagini. Mai avrei pensato di dover raccontare questi fatti. Non so cosa potesse essere, però sono sicuro di quello che ho visto: aerei militari che inseguivano un oggetto volante rimasto fermo a lungo nel nostro cielo.
Il Giornale di Reggio ha raccolto in esclusiva il racconto di Stefano Viappiani, 42 anni, di professione project manager informatico, residente con la compagna e la figlia alle Forche di Puianello. La sera del 24 aprile, intorno alle 21, Viappiani ha visto in lontananza, ma ben chiaro, in direzione Albinea, una oggetto volante rosso-arancione immobile nel cielo notturno. A un certo punto quella che sembrava una sfera è scomparsa all’improvviso in direzione Reggio Emilia, e dopo due-tre minuti sono sfrecciati a bassa quota tre jet in formazione, all’inseguimento dell’oggetto non identificato.
Viappiani in quel momento si trovava con la figlia: anche lei ha visto l’oggetto luminoso, fermo nel cielo notturno. A conferma che quella sera qualcosa è avvenuto nei cieli del Nord, la notizia di un “ufo” avvistato nel veronese da molte persone, sempre il 24 aprile fra le 21,20 e le 21,30 (vedere articolo sotto).
«Ho sempre pensato che nell’universo esistono altre civiltà, ma che gli Ufo, intesi come extraterrestri, sulla Terra non ci sono. Oggi, dopo quello che ho visto, non ne sono più tanto sicuro», dice Viappiani. Di certo il 25 aprile l’informatico reggiano ha postato la notizia sulla sua pagina Facebook, corredandola con un commento sarcastico sui politici italiani: «Ieri sera verso le 21 - ha scritto - sul cielo io e mia figlia abbiamo visto una sfera luminosa rossa che si muoveva a grandissima velocità e che poi stava improvvisamente ferma. Veniva da Albinea ed è scomparsa verso San Polo. Dieci minuti dopo tre caccia militari sono arrivati da est per seguire la strana luce. Ora so una cosa. Oggi 25 aprile sono sicuro che gli UFO esistono ed i politici onesti NO!!!». Ora ha deciso di raccontare il fatto nei dettagli: «Sono sicuro di quello che ho visto, non ho niente da nascondere e non ho problemi a vedere pubblicato il mio nome».
Signor Viappiani, dove si trovava quella sera? E cosa ha visto?
Mi trovavo in macchina. Ero andato a prendere mia figlia dai nonni, a Puianello, e stavo tornando a casa nostra alle Forche di Puianello. Erano passate da poco le 21, e la sera era sereno. A un certo punto ho notato in lontananza verso Albinea una luce rossa ferma nel cielo. Ho detto a mia figlia: «Guarda, c’è un aeroplano». Non ho potuto vedere la sagoma a causa della distanza e perché era buio, però dopo qualche secondo ho visto che non si muoveva e neppure lampeggiava, che invece fanno le luci degli aerei. La strada in quel punto si abbassa e per un tratto l’orizzonte viene coperto dalle case e dagli alberi, quindi ho perso l’oggetto di vista. Ma quando sono arrivato alla rotonda di Puianello la sfera rossa era ancora nella stessa posizione, ben visibile e immobile nel cielo. Insomma, non poteva essere un aereo.
Però l’oggetto si è mosso...
Sì, ma non è stata una cosa normale. Mi spiego. Poco prima della rotonda di Puianello continuo a vedere la sfera rossa immobile nella stessa posizione di prima, e mia figlia, seduta dietro, conferma che “l’aeroplano” è sempre là. Arrivo alla rotonda e vedo ancora la sfera nello specchietto retrovisore. Appena il tempo di percorrere la rotatoria e di girare a destra per le Forche di Puianello, e vedo che quello sfera rossa si era spostata di colpo: non era più alla mia destra, sopra Albinea, ma l’ho vista a sinistra più o meno sopra Montecavolo. In pochissimi secondi aveva percorso una distanza incredibile, forse decine di chilometri.
E dopo?
Mi fermo nel parcheggio del mobilificio che si trova sulla strada di Puianello, per vedere meglio, e quella luce era ancora là, sopra Montecavolo. Pochi minuti dopo arrivo a casa, scendiamo dalla macchina e vedo ancora la luce rossa ferma, lontana ma ben chiara. La guardo di nuovo e in quel momento la vedo partire velocissima: in un attimo scompare in direzione Montecchio-Reggio.
Nel post su Facebook lei parla anche di caccia militari. Cos’ha visto?
Come dicevo, la sfera è scomparsa in un momento verso Reggio. Ma dopo due o tre minuti sono sfrecciati a bassa quota tre jet militari, velocissimi: venivano da est e andavano nella stessa direzione della sfera. Erano in formazione: uno di punta, una laterale e il terzo leggermente dietro.
Ma era buio, come ha fatto a riconoscerli?
Ho sentito distintamente i rombi di tre aerei e ho visto bene le luci. Volavano a bassa quota e si sono allontanati subito verso Reggio. Penso proprio che inseguissero quell’oggetto.
E’ riuscito a scattare delle fotografie?
Come le ho detto, lì per lì avevo pensato a un aeroplano. E poi di notte col telefonino sono si scattano grandi immagini. Mai avrei pensato di dover raccontare questi fatti. Non so cosa potesse essere, però sono sicuro di quello che ho visto: aerei militari che inseguivano un oggetto volante rimasto fermo a lungo nel nostro cielo.
Articolo scritto da Pierluigi Ghiggini
sabato 19 aprile 2014
domenica 30 marzo 2014
Il caso " irrisolto " dell'XS-894
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| Ricostruzione dell'accaduto |
Diversi piloti hanno perso la vita nel tentativo di intercettare gli UFO; tra questi il Capitano Mantell e' diventato probabilmente il caso più famoso.
Il seguente episodio è molto interessante per diversi motivi; in primo luogo perché l'elemento UFO dell'incidente è palesemente ignorato dal Ministero della Difesa, che preferiscono concentrare la loro inchiesta sul presunto errore del pilota.
Il motivo perché questo evento sta tornando all'attenzione di alcuni ufologi è che i file relativi a questo incidente sono stati rilasciati nel mese di marzo 2009 nella sua ultima serie di file correlati al fenomeno UFO. Il file contiene il rapporto ufficiale da parte del Ministero della Difesa Britannico, e contiene molti articoli di giornali,alcune lettere scritte da diversi ufologi e da alcune organizzazioni UFO che facevano richiesta di informazioni.
Ricostruzione dell'incidente
E' l'8 settembre 1970; siamo in piena guerra fredda e le tensioni sono alte da entrambe le parti. Saxa Vord era una postazione radar allestita sulle isole Shetland la cui funzione principale era quella di individuare imbarcazioni identificate dirette verso il Mare del Nord.
In questo periodoi bombardieri russi effettuavano regolarmente voli non autorizzati lungo la costa britannica per testare le difese della RAF e della NATO in un costante gioco come tra il 'Gatto ed il Topo'.
Quella particolare notte, un operatore radar aveva rilevato un velivolo non identificato a metà strada tra le isole Shetland e Alesund, Norvegia.
L'oggetto era stato monitorato mentre volava ad una costante velocità di 630 mph a 37.000 ft seguendouna traiettoria verso sud-ovest.
Improvvisamente l'oggetto aveva compiuto una manovra di 30 gradi in direzione sud accelerando a 980 mph (Mach 1,25) e salendo di quota a 41.000 ft .Come da procedura, venne spedito un messaggio di allerta al più vicino aeroporto della NATO presso la base RAF di Leuchars.
In pochi minuti due intercettori "lightning" si alzarono in volo verso l'oggetto, aspettandosi di imbattersi in un jet russo. L'oggetto aveva eseguito una manovra che stupiti' gli operatori radar ruotando di 180 gradi e scomparendo a nord ad una velocità calcolata intorno alle 17400 miglia all'ora.
Nonostante l'improvvisa scomparsa dell'oggetto i due Jet "lightning" rimasero in aria per un ora fino a quando l'oggetto ricomparve da Nord mentre gli intercettori si preparavano ad avvicinarsi al misterioso velivolo.
A questo punto,la caccia all'intruso veniva supportata da due Phantoms F4 decollati dalla base USAF di Keflavek in Islanda.
I sofisticati radar di bordo dei Phantoms riuscirono a rilevare l'oggetto che scomparve ad alta velocita' quando i due caccia tentarono di avvicinarsi all'oggetto, lasciandoli impotenti. A questo punto i comandanti della NATO stavano valutando la questione se affidare il controllo della situazione sotto la responsabilita' della Ballistic Missile Warning System (BMEWS) a Fylingdales che veniva monitorata anche dal BMEWS in Groenlandia.
Le informazioni che vennero raccolte da tutte queste diverse stazioni furono inoltrate al NORAD, nel profondo del Monte Cheyenne. Nel frattempo,la caccia era ancora in corso, fino a quando intorno alle 9.00 l'oggetto sembrava essere svanito completamente. Agli intercettori "lightning" fu ordinato di rientrare alla base, mentre i due Phantoms fu ordinato di pattugliare al largo della costa orientale islandese. Circa 40 minuti più tardi gli operatori radar avevano rilevato di nuovo l'oggetto. Questa volta l'oggetto viaggiava ad una velocita' di crociera più lenta a 1.300 mph, ben all'interno delle capacita' di entrambi gli intercettori e dei due Phantoms.
I due intercettori "lightning" si alzarono nuovamente dalla base RAF di Leuchars, con altri due caccia decollati da Coltishall, Norfolk. All'insaputa del personale militare che partecipava alle manovre di caccia, la Strategic Air Command HQ a Omaha, Nebraska aveva ordinando ai suoi bombardieri B52 di decollare poiche' la situazione stava rapidamente degenerando.
Il NORAD venne informato dai funzionari del Pentagono sul pilota dell'USAF,il capitano William Schafer che era attualmente distaccato presso la RAF di Binbrook il quale era considerato un pilota molto esperto e capace, veterano del Vietnam; la richiesta era stata fatta da un organo di 'alto livello attraverso il Command HQ a High Wycombe affinche' il capitano Schafer sarebbe decollato per partecipare alla caccia del misterioso oggetto.
A questo punto, gli aerei già in aria vennero raggiunti da un Mk3 Shackleton decollato da Kinloss. Gli altri intercettori "lightning" della base RAF di Binbrook non furono fatti decollare e solo al capitano Schafer venne ordinato di portarsi aria in pochi minuti.
Secondo le notizie di stampa, al momento il Capt Schafer avrebbe ignorato i soliti controlli pre-volo affinche' potesse prendere il volo il più velocemente possibile.A questo punto l'oggetto veniva monitorato anche dal radar di Staxton Wold, appena fuori Scarborough il quale volava a 90 miglia al largo della costa orientale ad una velocita' di circa 530 mph e 6.000 piedi di altitudine.Il personale di terra era sicuro che l'oggetto sarebbe stato intercettato dal Capt Schafer.La seguente è considerata la trascrizione più accurata sulla conversazione tra Schafer e la stazione radar di Staxton Wold ed è stata riportata dal Grimsby Evening Telegraph il 10 ottobre 1992.
COVERSAZIONE TRA SCHAFER E LA STAZIONE RADAR DI STAXTON WOLD
Schafer: Ho contatto visivo, ripeto ho il contatto visivo.
Staxton: Si può identificare il tipo di aereo?
SCHAFFNER: Ho contatto visivo, ripetere il contatto visivo.Passo.
Staxton, Sei a conoscenza di tipo di aeromobile?
SCHAFFNER: Negativo, non e' riconoscibile, senza contorni netti. C'è una luce bluastra. E' luminoso .... molto luminoso.
Staxton: I vostri strumenti sono funzionanti XS894? Controllate la bussola. Passo.
SCHAFFNER: Affermativo, GCI io sono a fianco ora, forse 600 piedi ... E di forma conica, è luminoso, fa male agli occhi se lo si guard per più di qualche secondo.
Staxton: Quanto sei vicino adesso?.
SCHAFFNER: Circa 400 metri è ancora nel mio raggio. Ehi, aspetta ... c'è qualcosa. E 'come un pallone da calcio di grandi dimensioni ... E' come fatto di vetro.
Staxton: E 'parte di un oggetto o e' indipendente?
SCHAFFNER: Negativo, niente.
Staxton: Puoi valutare il tasso di .....?.
SCHAFFNER: contatto in discesa lenta. Sto andando con esso a 50 o 70 circa; si e' livellato di nuovo.
Staxton: ha un oggetto sferico con esso. Passo?
SCHAFFNER: Affermativo non è realmente collegato ... forse attrazione magnetica per la sua forma conica. C'è una nebbia luminosa ... è all'interno di quella nebbia. Aspetta un secondo che sta girando ... si dirige direttamente verso di me ..sto iniziando un azione evasiva ...mi è difficile ...
Quando il controllore perse il contatto con il capitano Schaffner, un operatore radar aveva seguito con stupore il tracciamento degli intercettori e l'oggetto misterioso. I due puntini sullo schermo che rappresentano il velivolo sconosciuto e l'intercettore, lentamente si fusero in uno, decellerando rapidamente da 500 miglia all'ora fino a stazionare a 6.000 metri sopra il Mare del Nord
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| I resti del XS894 |
Un pilota racconta: ” Quella notte del 1975 ho visto un Ufo”
6 febbraio 1975. Il capitano Larry Jividen sta pilotando il suo T-39D Sabreliner insieme ad altri 5 ufficiali, durante un volo speciale di addestramento: deve mostrare loro la tecnica di combattimento. Non immagina che quella sera si troverà coinvolto in una sorta di videogame, con lui nelle vesti di “cacciatore” all’inseguimento di un Oggetto Volante non Identificato.
| Il T-39D Sabreliner protagonista dell'incontro con l'ufo |
Un incontro ravvicinato di cui il militare non aveva mai parlato. Dopo 37 anni di silenzio, Jividen si è deciso a raccontare quella esperienza che gli si è scolpita nella mente e che ha avuto, come scenario, i cieli della California, sopra la base di Pensacola.
“Verso le nove di sera, stavamo scendendo da un’altitudine di circa 33mila piedi. Guardavo verso il lato destro dell’aereo, quando all’improvviso ho notato una luce rossa, a ore 1 rispetto a noi”, dice l’uomo all’Huffington Post. “Non lampeggiava come una normale luce anti-collisione che si trova sui velivoli. Ho pensato comunque che ci potesse essere del traffico aereo, così ho chiamato la base avvisandoli che stavamo per atterrare, ma che forse qualcuno ci stava precedendo.”
Quel “velivolo” che Jividen ed il resto dell’equipaggio vedono vicino alla loro rotta è descritto come un oggetto solido e circolare. Quando i controllori gli confermano chenon c’è nessuno vicino a loro, il capitano si accorge che in effetti il radar di bordo non mostra il misterioso compagno di volo. Chiede dunque di poter rinviare l’atterraggio e vira, per posizionarsi accanto all’Ufo e capire cosa sia.
“Subito quel coso si è messo a volare da destra a sinistra, proprio davanti al nostro naso, per fermarsi a ore 11 rispetto a noi. A quel punto, ho aumentato la velocità, per cercare di avvicinarmi il più possibile all’oggetto. Ma quello continuava a superarmi. In altre parole, più io andavo veloce, più veloce andava anche lui. “
Il pilota militare le pensa tutte, anche di essere vittima di un miraggio. “Allora ho deciso di scendere di quota, per vederlo stagliare sul cielo stellato ed assicurarmi che fossedavvero un oggetto concreto e reale. Non appena ho fatto questa manovra, ho scorto chiaramente la silhouette dell’oggetto sullo sfondo del Golfo del Messico”.
Quell’inseguimento dura cinque minuti. Poi, il globo rosso vola via ad una velocità inusitata e scompare in direzione di New Orleans. Jiniven rientra alla base di Pensacola e subito mette a verbale l’inconsueto incidente di cui è stato protagonista. Da allora, però, non sentirà mai più parlare di quell’episodio. Come lui, tutti gli altri. Verrà dimenticato- o censurato- dalle autorità competenti. Comunque, di quell’Ufo del 6 febbraio 1975 si perde completamente la memoria…
Tutta lo storia viene ora rivelata nella nuova edizione del libro “Ufo: mito, cospirazioni e realtà”, scritto dall’ex colonnello dell’Esercito americano John Alexander. “Ho svolto alcuni controlli su Larry Jividen. La prima cosa che è emersa è che ha ottenuto varie croci al merito per il suo comportamento eroico. Egli è esattamente chi dice di essere ed è una persona molto leale”, ha detto Alexander in un’intervista aggiungendo: “Non ho dubbi che abbia visto davvero qualcosa, è un testimone molto attendibile, assai più di altri."
L’autorizzazione concessa dal Governo americano per accedere a documenti top-secret ha permesso all’ex colonello di consultare, negli anni ’80, centinaia di dossier ufficiali su presunti avvistamenti Ufo. Ha poi creato un gruppo speciale di altissimo livello, composto da funzionari e da scienziati, per studiare questo tipo di fenomeni. La sua opinione è che gli Stati Uniti abbiano prove che portano in direzione dell’esistenza di entità extraterrestri, ma non ha potuto stabilire con certezza nè che il governo abbia volutamente nascosto queste informazioni al pubblico, nè che ci sia già stato un contatto diretto.
“Un elemento probante sono le caratteristiche fisiche di questi oggetti che noi non riusciamo a comprendere e che sono ben al di là della nostra attuale tecnologia, come ad esempio la loro incredibile capacità di accelerazione o le manovre che inducono enormi carichi gravitazionali, ai quali sappiamo che nessun organismo vivente può sopravvivere”, spiega l’alto ufficiale.
Il continuo e costante aumento di oggetti volanti non identificati, segnalati- in volo- da piloti militari e commerciali apre anche un altro problema: quello della sicurezza degli spazi aerei. Qualcuno incomincia a porselo, come Richard Haines, ex ricercatore presso il centro di ricerca Ames della Nasa. “I miei colleghi dicono ‘Non ci sono prove sugli Ufo, se ci fossero dei dati daremmo un’occhiata’. Questa affermazione in parte è vera: in mancanza delle segnalazioni dei piloti, noi non abbiamo accesso a dati da analizzare scientificamente”, dice.
Haines- uno di coloro che all’abusato acronimo Ufo preferisce il meno ingombrante Uap (Unidentified aerial phenomena)- nel corso degli anni ha un po’ cambiato pelle. Una volta era scettico e critico su tutti gli avvistamenti, mentre adesso è a capo del Narcap, il Centro Nazionale per le segnalazioni dei fenomeni aerei anomali.
“Il nostro obiettivo è rendere sempre più sicuri i voli, nello specifico rispetto agli Uap. Siamo convinti che questi fenomeni non identificati nei nostri cieli possano costituire una potenziale minaccia al traffico aereo commerciale e privato”, sostiene il ricercatore che può contare su un gruppo di lavoro composto da 40 persone. Ma Haines ammette anche che non è facile vincere la ritrosia dei testimoni: i piloti ancora in attività non amano raccontare di aver incontrato qualcosa di sconosciuto mentre erano in volo. “È difficile, per me e per gli altri studiosi, raccogliere informazioni.”
La paura, ovviamente, non nasce dal timore di quello hanno visto, ma dalle possibili ripercussioni: chi affiderebbe il proprio velivolo ad un uomo che dice di vedere strane luci nel cielo? Insomma, il rischio di passare per pazzi e di perdere il posto di lavorofrena i possibili testimoni oculari. “Proprio così. Noi ci sforziamo di lavorare per rendere più sicuri i voli, ma le compagnie aeree non collaborano perchè ciò significherebbe ammettere che i voli non sono sicuri! Per ovvie ragioni, la maggior parte dei rapporti di cui veniamo a conoscenza arriva da piloti in pensione.”
Esattamente come Jividen, che ha reso la sua deposizione ad Haines solo pochi mesi fa, a distanza di quasi 4 decenni da quel giorno lontano, eppure ancora così vivido nella memoria. Per lui come per gli altri militari a bordo: un po’ complicato pensare che tutti e 6 abbiamo avuto un’allucinazione. “Dopo alcuni minuti, l’oggetto non ha cambiato dimensione, forma o intensità”, dice Haines. “ Ciò vuol dire che non solo ha aumentato la sua velocità per posizionarsi davanti all’aereo militare a ore 11, ma ha anche mantenuto costante questa velocità. Dobbiamo chiederci quale fenomeno naturale possa comportarsi così…”
Da scienziato, però, Haines non si sbilancia. “Onestamente, non so se sono proprio questi insoliti oggetti volanti le sfere che da molto tempo i piloti riferiscono di vedere. Ma come ricercatore io voglio continuare ad indagare finchè non troverò delle risposte. Fino ad allora, però, non intendo trarre conclusioni.”
Conclusioni alle quali invece John Alexander sembra giunto, dopo i tanti casi studiati in tutti questi anni. “Se si accetta il presupposto fondamentale che dietro a questi fenomeni c’è un’intelligenza- come io credo che sia- la chiave di comprensione diventa la forma di energia. Capire qual è l’energia che utilizzano sarebbe molto utile.”
Ma qualsiasi cosa fosse quel globo rosso avvistato, in quella lontana notte del 1975,ancora oggi Jiniven si interroga su un quesito che lo arrovella e al quale non ha saputo trovare risposta. “Io lo vedevo distintamente, era solido, si muoveva vicino al mio jet. Perchè allora non appariva sul radar? Credo che la nostra fisica non sia ancora abbastanza evoluta da capire tutto ciò che ci circonda, come in questo caso:semplicemente, non siamo in grado di comprendere”.
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