sabato 14 gennaio 2012
giovedì 12 gennaio 2012
Il Mistero del Triangolo Delle Bermuda...

| Il Triangolo Delle Bermuda | |||
EPISODI - Nel 1840 la Rosalie , una nave mercantile francese , partiva dall'Europa diretta ai Caraibi , venne ritrovata completamente deserta , mancavano infatti tutti gli uomini dell'equipaggio!. Di vivo c'era solamente un canarino nella sua gabbia. Ad aumentare il mistero c'era poi la circostanza che sulla Rosalie tutto appariva in perfetto ordine , sia sui ponti , sia sottocoperta , così come nei locali dei passeggeri e tutto il carico nella stiva , niente era stato toccato..A quel tempo gli atti di pirateria non erano certo frequenti , ma sembrava strano che chi avesse assaltato la nave , avesse rapito le persone senza impadronirsi della nave e del suo carico. Anche le scialuppe erano tutte al loro posto. Non si capiva perciò come la gente avesse potuto abbandonare la nave. Né il motivo per cui si sarebbe gettata in mare , come per un raptus collettivo.
La Mary Celeste è forse il caso più conosciuto di una nave ritrovata deserta nell'oceano. Nel 1872 venne avvistata da un bastimento inglese che la abbordò mentre andava alla deriva e la prese come bottino , senza porsi troppi interrogativi sulla stranezza del ritrovamento. Anche in questo caso , tutto era in perfetto ordine , non mancava nulla e tutto era al proprio posto...Solo la cabina del capitano appariva chiusa da travi , come se questi avesse voluto barricarsi all'interno. Da dove poi fosse uscito , non è dato sapere...La Mary Celeste portava un carico di alcool stivato in botti , e così si pensò alla possibilità di un incendio a bordo , poi subito rientrato per la caratteristica dell'alcool di estinguersi dopo una breve fiammata. Forse tutti si erano gettati in mare presi dal panico alla vista del fuoco e non erano poi riusciti a ritornare a bordo della nave che nel frattempo si era allontanata con le vele al vento. Ma sinceramente rimane un'ipotesi poco convincente ...
Sempre nella serie delle navi trovate abbandonate inspiegabilmente, c'è il racconto del 1881 del capitano della nave americana Ellen Austin. Viaggiando in pieno Atlantico del nord, in una regione che dovrebbe corrispondere al margine est del triangolo, la Ellen Austin incontrò un bastimento a due alberi chiaramente senza equipaggio. Anche questa volta era tutto in ordine, le vele erano ammainate ma perfettamente pronte per le manovre. Alcuni uomini della Ellen Austin vennero allora trasferiti a bordo per prenderne possesso e rimorchiarlo. Il viaggio in tandem era da poco iniziato quando le condizioni del mare peggiorarono, tanto che i cavi di rimorchio si ruppero e i due scafi si persero di vista. Solo alcuni giorni dopo l'Ellen Austin ritrovò il bastimento, che risultò però di nuovo deserto in quanto gli uomini trasbordati dalla Ellen Austin erano tutti scomparsi. Nessun segno fu trovato per far luce su quanto poteva essere accaduto. Per una seconda volta alcuni volontari salirono a bordo della goletta, evidentemente dietro le pressioni del capitano che voleva a tutti i costi impadronirsene attirato dal grosso guadagno. Ma anche questa volta le due navi non andarono molto lontano. Una seconda tempesta le divise e da allora né il secondo equipaggio né il bottino furono ritrovati.
La nave da guerra Atlanta scomparve invece insieme a tutti i 300 uomini che erano a bordo, proprio in quello stesso periodo. La nave era inglese e tornava in Europa dopo una lunga crociera di addestramento. L'ammiragliato inglese organizzo una ricerca sistematica per lungo tempo, ma senza alcun esito. Forse fu quella la prima volta nella storia in cui furono condotte delle ricerche organizzate con parecchie navi che perlustrarono l'oceano secondo un piano preordinato senza però trarne alcun risultato.
Anche la nave Cyclops scomparve misteriosamente nel marzo del 1918 mentre si trovava nel triangolo. C'erano a bordo più di 300 uomini, tutti della marina degli stati uniti. Si trattava di una nave da guerra e poiché si era in pieno conflitto mondiale, tra le ipotesi della scomparsa, varie prendevano in considerazione un possibile attacco di sommergibili tedeschi. Accurate indagini svolte dopo la fine della guerra portarono però a escludere questa eventualità. Anche la marina statunitense organizzò estese ricerche durate alcuni mesi, ma ogni tentativo fu inutile.
Venendo a tempi più recenti, non possiamo non partire dalla San Paolo, una vecchia nave da guerra brasiliana che viaggiava al seguito di due grossi rimorchiatori con un piccolo equipaggio addetto alle manovre indispensabili del traino. L'episodio accade ai primi di ottobre del 1951. Anche qui le condizioni del tempo consigliarono uno dei rimorchiatori di sganciare le gomene per essere più libero nell'affrontare il mare. La mattina dopo , gli uomini del secondo rimorchiatore si accorsero che anche i loro cavi erano sganciati e che la san paolo era scomparsa. Avvertite per radio, navi americane e inglesi aiutate da numerosi aeri iniziarono le ricerche, senza trovare alcun relitto. La sparizione della San paolo era stata preceduta nel 1926 dalla perdita analoga della nave da carico Cottopaxy e nel 1931 dal mercantile Stavenger che trasmise per l'ultima volta la propria posizione mentre si trovava ad est del Grande Banco della Bahamas. Tutto sembrava procedere regolarmente. I resoconti di incidenti analoghi proseguivano puntualmente anche negli anni sessanta e settanta. Qualcosa di misterioso e comunque inspiegabile toccò nel 1963 alla Marine Sulphur Queen, un grosso cargo americano con quaranta uomini a bordo. La nave viaggiava all'uscita dal golfo del Messico quando un suo messaggio fu ricevuto per l'ultima volta. Considerando che essa doveva raggiungere un porto nella Virginia, si può arguire che avrebbe in seguito percorso lo stretto della florida, seguendo la corrente del Golfo in quanto è un passaggio obbligato per tutti i mezzi diretti a nord, per giunta largo appena una cinquantina di miglia. Difficile svanire in questa zona, sempre piena di traffico. Tuttavia la Marine non fu più vista, né raggiunse mai la Virginia. Per due settimane molti mezzi della guardia costiera americana perlustrarono il mare a nord di cuba e questa volta almeno un salvagente venne ripescato. Apparteneva alla nave scomparsa e ciò dette l'avvio ad una seconda fase di ricerche, che non portò tuttavia ad altri risultati. Nel 1966 fu la volta di un grosso rimorchiatore, il Southern Cities che trainava una chiatta si sessantacinque metri, carica di prodotti chimici e fertilizzanti. Alcuni giorni dopo che il rimorchiatore aveva m smesso di dare notizie, alcuni aerei della guardia costiera riuscirono ad individuare la chiatta che non recava segni di danni. Nessuna traccia invece del Southern Cities e dei suoi uomini. Anche Anita, una carboniera tedesca che tornava in Europa svanì nel 1973 con 34 uomini a bordo. Un caso eclatante fu quello dello Scorpion, uno dei sottomarini atomici americani, che scomparve nel 1968 mentre viaggiava dalle Azzorre diretto alla base in virginia. Il pensiero di novantanove uomini imprigionati nello scafo tra tenne desta per molti giorni l'attenzione di tutto il mondo. Questa volta però la perdita era troppo importante, almeno per la marina degli stati uniti, che impegnò una serie impressionante di mezzi per rintracciare il sommergibile. Motivi militari e di prestigio spingevano a farlo. Bisognava sapere ad ogni costo cosa era accaduto. Solo dopo molti mesi si diffuse la notizia che una nave appositamente attrezzata aveva individuato il relitto un migliaio di chilometri a sud ovest delle Azzorre. Ne avevano dato conferma anche varie foto scattate sul fondale di oltre tremila metri su cui giaceva ciò che poteva essere lo Scorpion. In questo caso dunque non si poteva parlare di sparizione, ma le cause della sciagura come l'esito delle successive ricerche rimasero sempre chiuse in un geloso riserbo. Da quanto emerso tuttavia, sembra che la perdita del sottomarino non sia avvenuta propriamente dentro i limiti del cosiddetto triangolo, nel quale invece si continuò a non trovare traccia di relitti, e nemmeno di quelli degli aerei che nel frattempo sparivano con preoccupante regolarità. In questo contesto nel 1945 si verificò il più inspiegabile degli incidenti, che coinvolse un'intera squadriglia di apparecchi dell'aviazione statunitense. L'episodio accadde esattamente il 5 dicembre durante una missione addestrativa. Cinque apparecchi da caccia Grumman presero i volo dalla base di Fort Lauderdale, una ventina di chilometri a nord di Miami. Questi dovevano andare a bersagliare un pontone situato sul basso fondale corallino che circonda il Grande Banco delle Bahamas. Avrebbero poi percorso una rotta a nord, prima di tornare alla loro base. Una missione semplice senza rischi, di assoluta routine, come molte altre che venivano fatte ogni giorno. Questa volta invece le cose presero una piega imprevista e drammatica. Poco più di un'ora dopo il decollo, quando già l'esercitazione di tiro era stata compiuta e i cinque aeroplani erano sulla via del ritorno, arrivò a Fort Lauderdale un messaggio allarmante. Il comandante comunicava alla base che non riusciva a determinare la propria posizione. Gli strumenti di bordo di tutti gli apparecchi sembravano impazziti. Anche la costa della florida, presumibilmente vicina, era scomparsa dalla vista. Venne mantenuto il collegamento radio e a terra fu presto chiaro che qualcosa di molto strano stava accadendo ai caccia in volo. Il capo squadriglia non riusciva a dare alcuna indicazione sulla propria posizione e lo stesso accadeva anche agli altri quattro apparecchi che viaggiavano alla cieca, esaurendo fatalmente il carburante. A un certo punto il contatto radio finì. Dagli ultimi messaggi si poteva supporre che la squadriglia fosse finita sopra il golfo del Messico, ma in questo caso non si riusciva a capire come i piloti non avessero visto la terra sottostante, mentre sorvolavano la Florida da est ad ovest, dato che le condizioni del tempo erano buone e la visibilità era perfetta. Decollarono quello stesso pomeriggio vari aerei di soccorso, tra cui un grosso idrovolante Martin Mariner, che iniziarono a perlustrare la zona senza tuttavia sapere dove indirizzare esattamente le loro ricerche. I cinque Grumman potevano essere finiti da qualsiasi parte e certamente male, perché l'autonomia del carburante e si era esaurita. Una grave disgrazia sembrava ormai certa, a meno che qualcuno dei piloti non fosse riuscito ad ammarare e a mettersi in salvo con un tipo speciale di zatterino di cui ogni aereo era dotato. Se non bastasse tutto questo, poco dopo la partenza dei primi soccorsi giunse a terra un altro messaggio in cui il comandante dell'idrovolante Martin Mariner annunciava di essere in difficoltà a causa dei venti molto forti incontrati in quota. Nessun'altra comunicazione giunse dal Martin Mariner anch'esso scomparso come gli altri. Alla sera glia aerei perduti erano sei. Mancavano dieci uomini della squadriglia più altri tredici membri che componevano l'equipaggio del bimotore di soccorso. All'alba del giorno dopo iniziò un'operazione di ricerca senza precedenti, con centinaia di aerei, navi, sottomarini e vedette della guardia costiera. Ma pur continuando per diverse settimane, questa gigantesca operazione aeronavale non dette il minimo risultato e così il mistero crebbe, insieme al numero delle congetture che venivano tentate per spiegare in qualche modo l'accaduto. Di razionale, di logico, di comprovabile non c'era nulla. E allora si entrò inevitabilmente nel mistero. Si parlò di astronavi e di extraterrestri che avrebbero avuto imprecisati interessi a interferire nell'attività delle navi ed aerei prelevandoli letteralmente dal nostro pianeta per portarli chissà dove. Si citava Einstein e si parlava di altre dimensioni per suggerire la credibilità queste ipotesi che indubbiamente esercitavano una forte influenza sul pubblico. Un anno e mozzo dopo, cioè nel luglio del 1947, un incidente analogo colpì un altro aereo militare. Si trattava di un C-54 che scomparve con sei uomini a bordo mentre era diretto a una base in florida. Sei mesi più tardi fu la volta di un quadrimotore passeggeri che scomparve nei pressi delle Bermude. Le ultime comunicazioni radio non segnalavano nulla di anormale, ma in seguito i contatti cessarono e l'apparecchio non giunse mai a destinazione. Un quadrimotore del tutto identico a questo andò perduto nel 1949 mentre viaggiava dalle Bermude verso la Giamaica. Apparteneva come il precedente ad una compagnia aerea inglese che insinuò l'idea di un sabotaggio organizzato. Non esisteva però alcuna prova in proposito e del resto non furono i soli aerei a sparire in quel periodo. Poco tempo prima era andato perduto un DC-3 noleggiato da un'agenzia di viaggi di Miami che recava a bordo una quarantina di persone. Questo incidente fu tanto più clamoroso, perché si seppe che nell'ultimo contatto radio il pilota aveva comunicato di essere ormai prossimo all'arrivo, anzi di intravedere già le luci della città. Naturalmente, tutte le ricerche effettuate, anche in questo caso risultarono inutili. Un aereo da trasporto scomparve con trentacinque persone nel 1952 mentre era diretto a Kingston e nell'ottobre del 1954 toccò ancora a un aereo della marina degli stati uniti. Era un Super Constellation partito da Patuxent River nel Maryland, in viaggio verso le Azzorre.
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Un gruppo di cinque aeroplani, una squadriglia di Avengers TBM della Marina, partito dalla stazione aeronavale di Fort Lauderdale il 5 dicembre 1945, scomparve dopo che il Comandante la squadriglia, il capitano Stivers aveva trasmesso questo messaggio: "Non sappiamo più dov' è l' ovest...è tutto così strano...l 'oceano non è più come dovrebbe essere...voliamo su acqua bianca...".Il fenomeno dell' "acqua bianca" venne già notato anche da Colombo ed è stato osservato persino dagli astronauti. Un idrovolante da ricognizione "Martin Mariner", attrezzato per missioni di soccorso, viene inviato nella zona in cui dovrebbero trovarsi gli Avengers. A bordo ci sono tredici uomini, tuti esperti in missioni di salvataggio. Trascorsa circa un' ora anche l' aereo, che non ha nè incrociato gli Avengers, nè avvistato relitti, interrompe il contatto radio. Viene rapidamente organizzata una minuziosa ricerca, vi partecipano una portaerei e decine di mezzi navali. Un' ampia porzione dell' Atlantico viene setacciata per alcune settimane, ma dei sei velivoli non viene ripescato neppure un piccolo relitto.
Una squadriglia di Avengers ed un idrovolante Martin Mariner uguali a quelli scomparsi nel Triangolo
Nella seconda metà degli anni '40 le sparizioni si infittiscono. Il 30 giugno 1948 è la volta di un quadrimotore Avro "Tudor" della British South american Airways, in volo tra le Azzorre e le Bermuda. il 28 dicembre dello stesso anno tocca ad un Douglas DC3 della statunitense Airborne Transport Inc. proveniente da Puerto Rico. Il bimotore scompare all' improvviso quando è già in vista di Miami. Pochi giorni dopo è ancora un "Tudor" della citata B.S.A.A. a far perdere le proprie tracce., nuovamente lungo la rotta Bermuda-Giamaica. Negli anni seguenti altri velivoli, grandi e piccoli, militari e civili si sono volatilizzati all' interno del "Triangolo Maledetto".
Un Tudor uguale a quelli scomparsi
Fin dalla colonizzazione del' America il "triangolo" ha goduto di cattiva fama per l' insolitamente alto numero di naufragi, anche se la prima sparizione "ufficiale" riportata dagli annali risale al 1840. protagonista è il veliero francese "Rosalie": venne ritrovato, alla deriva, senza alcuna traccia dell' intero persoonale di bordo. Il carico trasportato risultò invece assolutamente integro. nel 1880 è la fregata britannica "Atlanta". con un equipaggio di ben 290 componenti, a volatilizzarsi. All' inizio del XX secolo altri episodi inspiegabili: il brigantini tesco "Freya", ritrovato intatto ma senza nessuno a bordo, e la nave statunitense "USS Cyclops", scomparsa senza lasciare traccia assieme alle 309 persone che trasportava.
Il cargo inglese Cyclops
Il "Triangolo Maledetto" ha mantenuto la sua nomea anche in tempi più recenti. Il 2 febbraio 1963 la nave "Marine Sulphur Queen" lascia il porto di Beaumont (Texas) diretta a Norfolk (Virginia). L' equipaggio è composto da 39 uomini. L' ultimo messaggio radio è del 3 febbraio, quando la nave si trova a sud della Florida. poi silenzio assoluto. Tre giorni dopo iniziano le ricerche, ovviamente senza esito. il 1° luglio dello stesso anno è la volta del peschereccio d'altura "Sno' Boy", battente bandiera USA. Lasciata Kingston (Giamaica), fa rotta in direzione di Northeast Cay, un isolotto lontano 80 miglia. Non se ne saprà più niente.
Qui di seguito un lunghissimo elenco di navi ed aerei scomparsi o ritrovati in condizioni misteriose; vi è indicata la rotta o l 'ultima posizione rilevata, ed il numero delle persone a bordo (se noto):
1840 - ROSALIE (nave) ritrovata abbandonata in rotta tra la Francia e Cuba.
1843 - U.S.S. GRANPUS (nave) scomparsa al largo di S. Augustin con 48 persone.
1854 - BELLA (goletta) ritrovata abbandonata nei pressi delle Indie occidentali.
1855 - JAMES B. CHESTER (nave) ritrovata abbandonata a sud ovest delle Azzorre.
1872 - MARY CELESTE (brigantino) ritrovata a Nord delle Azzorre senza equipaggio (10 persone).
1880 - H.M.S. Atalanta (nave scuola) scomparsa sulla rotta Bermuda- Inghilterra con 290 persone.
1902 - FREYA (brigantino) ritrovato abbandonato sulla rotta Cuba-Cile.
1908 - BALTIMORE (brigantino) scomparso ad est di Hampton Roads, Virginia con 9 persone.
1908 - GEORGE F. VREELAND (goletta) scomparsa ad est di Hampton Roads, Virginia, 7 persone.
1909 - GEORGE TAULANE (goletta) scomparsa ad est della costa della Georgia con 7 persone.
1909 - SPRAY (barca) scomparsa sulla rotta Miami-Indie occidentali con 1 persona a bordo.
1909 - MARTHA S. BEMENT (goletta) scomparsa ad est di Jacksonville, Florida con 7 persone.
1909 - MAGGIE S. HART (goletta) scomparsa ad est di Jacksonville, Florida con 8 persone.
1909 - AUBURN (goletta) scomparsa ad est di Jacksonville, Florida con 9 persone.
1909 - ANNA R, BISHOP (goletta) scomparsa ad est di Jacksonville, Florida con 7 persone.
1910 - U.S.S. NINA (piroscafo a vapore) scomparso a Sud di Savannah, Georgia.
1910 - CHARLES W. PARKER (batt. a vapore) scomparso a est della costa del Jersey ,17 persone.
1913 - GEORGE A. LAWRY (goletta) scomparsa ad est di Jacksonville, Florida con 6 persone.
1914 - BENJAMINE F. POOLE (goletta) scomp. ad est di Wilmington, Carolina del Nord, 8 persone.
1914 - FITZ J. BABSON (goletta) scomparsa ad est di Jacksonville, Florida con 7 persone.
1915 - BERTHA L. BASKER (nave-cargo) scomparsa sulla rotta New York-St. Martin.
1915 - SILVA (nave-cargo) scomparsa sulla rotta New York-Antille olandesi.
1915 - MAUDE B. KRUM (goletta) scomparsa ad est di St. Andrews, Florida, con 7 persone.
1916 - BROWN BROS. (brigantino) scomparso ad est di Savannah, Georgia con 12 persone.
1917 - TIMANDRA (nave-cargo) scomparsa ad est di Norfolk, Virginia con 19 persone.
1918 - U.S.S. CYCLOPS (nave-cargo) scomparsa sulla rotta Barbados-Norfolk con 309 persone.
1919 - BAYARD HOPKINS (goletta) scomparsa ad est di Norfolk, Virginia con 6 persone.
1920 - AMELIA ZEMAN (goletta) scomparsa ad est di Norfolk, virginia con 9 persone.
1920 - HEWITT (nave-cargo) scomparsa sulla rotta New York-Europa.
1921 - CARROL A. DEERING (nave) ritrovata abbandonata eccetto che per 2 gatti, a Capo Hatteras.
1921 - BAGDAD (goletta) scomparsa al largo di Key West, Florida, con 8 persone
1921 - MONTE S. MICHELE (piroscafo a vapore) scomparso sulla rotta New York-Europa.
1921 - ESPERANZA DE LARRINAGA (piroscafo a vapore) scomparso sulla rotta New York-Europa.
1921 - OTTAWA (nave cisterna) scomparsa sulla rotta New York-Europa.
1921 - CABEDELLO (nave-cargo) scomparsa sulla rotta New York-Europa.
1921 - STEINSUND (nave-cargo) scomparsa sulla rotta New York-Europa.
1921 - FLORINO (nave-cargo) scomparsa sulla rotta New York-Europa.
1921 - SWARTSKOG (nave-cargo) scomparsa sulla rotta New York-Europa.
1921 - ALBYAN (brigantino) scomparso sulla rotta New York-Europa.
1921 - YUTE (piroscafo a vapore) scomparso sulla rotta New York-Europa.
1922 - SEDGWICK (goletta) scomparsa ad est di Charleston, Carolina del Sud con 6 persone.
1922 - RAIFUKU MARU (nave-cargo) scomparsa ad est delle Bahamas.
1925 - COTOPAXI (nave-cargo) scomparsa sulla rotta Charleston-L' Avana.
1926 - PORTA NOCA (nave passeggeri) scomparsa tra l' Isola dei Pini e Grand Cayman.
1926- SUDUFFCO (nave-cargo) scomparsa a sud di Port Newark con 29 persone.
1931 - STAVANGER (nave-cargo) scomparsa a sud di Cat Island, Bahamas, con 43 persone.
1931 - CURTIS ROBIN (aereo) scomparso al largo di Palm Beach, Florida con 2 persone.
1932 - JOHN & MARY (goletta) ritrovata abbandonata 50 miglia a sud delle Bermuda.
1935 - WRIGHT WHIRLWIND (aereo) scomparso sulla rotta L' Avana-Isola dei Pini con 3 persone.
1938 - ANGLO AUSTRALIAN (nave-cargo) scomparsa a sud ovest delle Azzorre con 39 persone.
1940 - GLORIA COLITE (goletta) ritrovata abbandonata 200 miglia a sud di Mobile, Alabama.
1941 - PROTEUS (nave-cargo gemello della Cyclops) scomp. sulla rotta St.Thomas-Norfolk, Virginia
1941 - NEREUS (nave-cargo gemello della Cyclops) scomp. sulla rotta St. Thomas-Norfolk, Virginia
1941 - MAHUKONA (nave-cargo) scomparsa 600 miglia ad est di Jacksonville, Florida.
1942 - PAULUS (nave passeggeri) scomparsa sulla rotta Indie occidentali-Halifax.
1943 - MARTIN MARINER (nave) scomparsa 150 miglia a sud di Norfolk, Virginia, con 19 persone.
1944 - RUBICON (nave-cargo) ritrovato abbandonata, eccetto che per un cane, al largo della Florida.
1945 - B-25 (aereo) scomparso sulla rotta tra le Bermuda e le Azzorre, con 9 persone.
1945 - PB-4YM (aereo) scomparso sulla rotta tra Miami e le Bahamas, con 15 persone.
1945 - Cinque TBM AVENGERS (aerei) scomparsi 225 miglia nordest di Fort Lauderdale, 14 persone.
1945 - MARTIN MARINER (idrovolante) scomp. 225 miglia nordest di Fort Lauderdale, 13 persone.
1945 - VALMORE (goletta) scomparsa al largo della Carolina del Nord con 4 persone.
1946 - CYTI BELLE (goletta) ritrovata abbandonata 300 miglia a sudest di Miami, Florida, 22 persone.
1947 - Superfortezza C-54 (aereo) scomparso 100 miglia dalle Bermuda.
1948 - STAR TIGER (aereo) scomparso a nord est delle Bermuda, con 31 persone.
1948 - SAM KEY (nave) scomparsa a nord ovest delle Azzorre, con 43 persone.
1948 - AL SNYDER (motoscafo) ritrovato abbandonato sulla rotta Sandy Key-Rabbit Key, 3 persone.
1948 - WILD GOOSE (natante a rimorchio) scomparso nei pressi di Tongue of the ocean, 4 persone.
1948 - DC-3 (aereo passeggeri) scomparso a 50 miglia da Miami, Florida, con 35 persone.
1949 - STAR ARIEL (aereo gemello dello Star Tiger) scomp. tra Bermuda e Giamaica, 20 persone.
1949 - DRIFTWOOD (peschereccio) scomparso tra Fort Lauderdale, Florida e Bimini, 5 persone.
1950 - GLOBEMASTER (aereo) scomparso nel lato settentrionale del Triangolo.
1950 - SANDRA (nave-cargo) scomparsa tra Puerto Cabello e Savannah, 15 persone.
1951 - SAO PAULO (incroc. a rimorchio, 20.000 tonn.) scomp. a sudovest delle Azzorre, 8 persone.
1952 - YORK TRANSPORT (aereo) scomparso a nord ovest delle Bermuda, 39 persone.
1952 - PBY della Marina (aereo) scomparso ad est della Giamaica, con 8 persone.
1954 - U.S. NAVY CONSTELLATION (aereo) scomparso a nord delle Bermuda, con 42 persone.
1954 - SOUTHERN DISTRICTS (nave-cisterna) scomparsa al largo della Carolina, con 23 persone.
1955 - HOME SWEET HOME (goletta) scomparsa sulla rotta Bermuda-Antigua con 7 persone.
1955 - CONNEMARA IV (yacht) scomparso 400 miglia a sud ovest della Bermuda.
1956 - B-25 (aereo) scomparso a sud est della Tongue of the Ocean con 3 persone.
1956 - BOUNTY (goletta) scomparsa sulla rotta tra Miami e Bimini, con 4 persone.
1956 - U.S. NAVY P5M (aereo) scomparso 300 miglia a sud delle Bermuda, con 10 persone.
1958 - REVONOC (yacht) scomparso sulla rotta tra Key West e Miami, Florida, con 5 persone.
1961 - CALLISTA III (nave) scomparsa sulla rotta tra le Bahamas e la Carolina del Nord, 5 persone.
1962 - KB-50 (aereo militare) scomparso ad est di Langley Field, Virginia, con 8 persone.
1962 - WINDFALL (goletta) scomparsa al largo delle Bermuda.
1962 - EVANGELINE (goletta) scomparsa sulla rotta Miami-Bahamas.
1963 - MARINE SULPHUR QUEEN (nave-cargo) scomparsa nello stretto della Florida, 39 persone.
1963 - SNO' BOY (peschereccio) scomparso a sud est della Giamaica, con 40 persone.
1963 - Due KC-135 (jet militari) scomparsi 300 miglia a sud ovest delle Bermuda, con 11 persone.
1963 - C-132 CARGOMASTER (aereo) scomparso ad ovest delle Azzorre, con 10 persone.
1965 - C-119 (aereo-cargo militare) scomp. nei pressi della Air Force Base Grand Turk, 10 persone.
1965 - EL GATO (battello) scomparso sulla rotta tra Great Inagua e Grand Turk, con 1 persona.
1966 - SOUTHERN CITIES (rimorchiatore) scomparso sulla rotta tra Texas e Messico, 6 persone.
1966 - Piper CHEROKEE (aereo) scomparso sulla rotta tra Bimini e Miami, Florida, con 2 persone.
1967 - CHASE YC-122 (aereo) scomp. sulla rotta tra Palm Beach, Florida-Grand Bahama, 4 persone.
1967 - BEECHCRAFT BONANZA (aereo) scomparso al largo di Key Largo, con 4 persone.
1967 - Bimotore BEECHCRAFT (aereo) scomparso sulla rotta Giamaica-Nassau, con 2 persone.
1967 - WITCHCRAFT (motoscafo) scomparso ad 1 miglio da Miami, Florida, con 2 persone.
1968 - ELIZABETH (nave-cargo) scomparsa nei pressi di Windward Passage.
1968 - ITHACA ISLAND (nave-cargo) scomparsa sulla rotta Norfolk-inghilterra, con 29 persone.
1969 - CESSNA 172 (aereo) scomparso vicino a Grand Turk, Bahamas, con 2 persone.
1969 - TEIGNMAUTH ELECTRON (catamarano) scomparso 700 miglia ad ovest delle Azzorre.
1969 - SOUTHERN CROSS (yacht) scomparso al largo di Capo May.
1970 - MILTON IATRIDIS (nave-cargo) scomp. sulla rotta New Orleans-Africa occ., 30 persone.
1971 - CARIBE (nave-cargo) scomparsa sulla rotta Colombia-Rep- Dominicana, con 28 persone.
1971 - LUCKY EDUR (peschereccio) ritrovato abbandonato al largo del Jersey, 10 persone.
1973 - ANITA (nave-cargo) scomparsa ad est di Norfolk, Virginia, con 32 persone.
1973 - DEFIANCE (yacht) ritrovato abbandonato e perso nuovamente a nord di S. Domingo, 4 pers.
1973 - NAVION 16 (aereo) scomparso sulla rotta tra Freeport e West Palm Beach, Florida, 2 persone.
1973 - BEECHCRAFT BONANZA (aereo) scomp. sulla rotta tra Fort Lauderdale e Gret Abaco, 4 pers.
1973 - MARTIN MARINER PBM (aereo) scomp. 150 miglia a sud di Norfolk, Virginia, con 19 persone.
1974 - SABA BANK (yacht) scomparso sulla rotta Nassau- Miami, Florida , con 4 persone.
1974 - CHEROKEE SIX (aereo) scomp. sulla rotta West Palm Beach, Florida-Bahamas, 6 persone.
1974 - DUTCH TREAT (yacht) scomparso sulla rotta Cat Cay-Miami, Florida.
1975 - LOCKEED LODESTAR (aereo) scomp. sulla rotta Grand Cayman- Fort Lauderdale, 4 pers.
1975 - DAWN (battello) scomparso ad est di Florida Keys, con 3 persone.
1975 - MAGNUM (fuoribordo) ritr. abbandonato con mot. acceso 20 miglia est West End, Bahamas.
1975 - MERIDIAN (battello a vela) scomparso sulla rotta Bermuda-Norfolk, Virginia, con 5 persone.
1975 - Bimotore BEECHCRAFT (aereo) scomparso ad ovest di Great inagua, Bahamas, 3 persone.
1975 - BOUNDLESS (rimorchiatore) scomparso sulla rotta Miami, Florida-San Juan, con 5 persone.
1975 - SPEED ARTIST (natante) scomparso sulla rotta Barbados-Guadalupe, con 5 persone.
1975 - IMBROSS (nave-cisterna) scomparsa al largo della Florida in rotta verso il Canada, 22 pers.
1975 - DROSIA (nave-cargo) scomparsa al largo di Cape Hatteras.
1976 - HIGH FLIGHT (veliero) scomparso sulla rotta Miami, Florida-Bimini.
Le cause di tutte queste misteriose sparizioni sono ancora ignote, anche se sono state formulate molte teorie, più o meno azzardate: chi sostiene che in quella zona vi siano i resti di un' antica civiltà; una civiltà sommersa da circa 12000 anni. Atlantide. E che i resti di misteriosi apparecchi generanti campi elettromagnetici costruiti da questa leggendaria civiltà siano ancora attivi, disturbando gli strumenti di bordo di navi ed aerei che si trovino a passare in quella zona.
Questo però non spiega completamente le sparizioni. In parte potrebbero essere dovute ad incidenti provocati dagli strumenti di bordo "impazziti", ma sicuramente non tutti. Alcuni studiosi sovietici hanno formulato l' ipotesi che questi campi elettromagnetici modificano il campo magnetico del nostro pianeta ed in determinate condizioni possono provocare spostamenti di navi ed aerei in altri punti del "continuum" spazio-temporale. In parole semplici, le imbarcazioni ed i velivoli spariti sarebbero stati "inghiottiti" da un' altra dimensione, in cui continuerebbero ad esistere.
In verità, qualcosa è stato ritrovato al largo di Paradise Point, la punta occidentale dell' isola di Bimini. Il professor J. Manson Valentine, zoologo ed archeologo dell' Istituto Oceanografico della stessa Bimini, in collaborazione con altri studiosi e con sommozzatori scientificamente preparati (tra cui Jacques Mayol) ha rinvenuto a 6 metri di profondità rovine risalenti ad almeno 8-10.000 anni fa. Blocchi di pietra indubbiamente lavorati dall' uomo, che avrebbero potuto far parte di strade ed edifici e che non è apparentemente assurdo collegare con il leggendario "continente sommerso".
C'è poi chi propende per la teoria degli UFO, come quel personaggio dei servizi costieri degli Stati Uniti, che dichiarò al giornalista italiano Stelvio Tomei di credere all'esistenza di una base extraterrestre nelle profondità oceaniche, e che questi esseri venuti da altri pianeti vivano in un villaggio sottomarino, e facciano scomparire uomini e mezzi terrestri per le loro ricerche (Gazzetta del Popolo, Torino, 2 febbraio 1975).
Altre ipotesi, ma meno azzardate, sono che queste sparizioni, o ritrovamenti di navi senza persone a bordo siano opera di pirati, anche se a volte le navi ritrovate non erano state depredate del carico o degli oggetti di valore ed a bordo non vi erano tracce di colluttazioni o azioni violente. Anche fosse, questa ipotesi non è valida per gli aeroplani, poichè se tutte le sparizioni fossero imputabili ad incidente aereo, quella del triangolo sarebbe effettivamente una zona "maledetta"!
C'è invece chi sostiene che la causa di tutte queste sparizioni sia da ricercarsi nelle correnti marine che creerebbero vortici giganteschi che risucchierebbero in fondo al mare sia piccole imbarcazioni che grandi navi, e nei cicloni che sviluppatisi all' improvviso farebbero precipitare gli aeroplani.
Ma queste ipotesi sembrano raccogliere meno consensi.
martedì 10 gennaio 2012
Declassificati importanti documenti UFO in Argentina
Abbiamo vissuto nel 2011, progressi sostanziali ed istituzionali in relazione allo studio del fenomeno UFO, chiamato anche fenomeni aerospaziali, dalla creazione della Commissione entro l'Air Force.Oggi abbiamo nelle nostre mani un documento che permette di guardare lontano nello studio del fenomeno UFO, sappiamo l'importanza che la Gendarmeria ha nelle indagini relative a casi UFO, molti dei quali legati ai crash. Uno dei più noti, è stato il caso, di Joaquin V. Gonzalez, noto come il caso Sierras Coloradas nella provincia di Salta nel 1995.
Vedi nota (http://www.visionovni.com.ar/modules/news/article.php?storyid=166)
Nello stesso anno, un aereo della Gendarmeria , pilotato dal comandante Ruben Gaitan e Cipuzak sono testimoni privilegiati dell'evoluzione di un UFO, che riesce a deviare un volo di Aerolineas Argentina, sotto il comando di Jorge Polanco.
Se torniamo al 1968, troviamo il caso di Sheep 31 gennaio 1968, dove la gendarmeria attraverso subalferez Carlos Rodolfo Michaux, capo della Sec Pichi Neuquén esegue un rapporto sull'osservazione di luce bianca simile ad un altro ufo visto nel mese di dicembre 1967.
http://www.visionovni.com.ar/modules/news/article.php?storyid=633
venerdì 6 gennaio 2012
mercoledì 21 dicembre 2011
Abduction in Volo
Il 28 dicembre 1988 un incredibile avvistamento di un grande UFO triangolare ebbe luogo nei pressi di Cabo Rojo a sud-ovest dell'isola di Portorico. Alcuni jet decollati dalla vicina base della US Navy tentarono di intercettare il misterioso oggetto. Wilson Sosa, uno dei testimoni intervistati dal giornalista Jorge Martin, così descrive quanto accadde:
“Intorno alle 18 notammo alcuni caccia a reazione, sorvolare la regione. (….) ad alta quota. Fu in quel momento che apparve un grande UFO sopra la Sierra Bermeja. Afferrai il binocolo: era enorme (…) aveva una grande luce lampeggiante, e molte altre colorate lungo la sua sagoma…Aveva la forma di un triangolo, leggermente arrotondato sul retro. L’oggetto compì una virata, scendendo di quota, portandosi nelle vicinanze di due caccia a reazione che lo stavano tallonando…Uno di essi tentò di incrociare frontalmente l’UFO, il quale si spostò a sinistra, riducendo la sua velocità. Per tre volte, gli aerei cercarono di portarsi ai suoi lati.Ad un certo punto l'UFO si bloccò di colpo in cielo. Era incredibile che una cosa di quelle dimensioni potesse mantenersi immobile.. Il secondo caccia rimase alla destra dell'UFO, mentre l'altro si portò alla sua sinistra, rimanendo un po indietro (…) . Ci mettemmo tutti a gridare, temendo una collisione, o anche un'esplosione. Di colpo realizzai che il caccia che si era posto dall’altra parte dell’UFO, era misteriosamente scomparso..Non lo vidi riapparire né da dietro di quell’oggetto, né verso l'alto né verso nessun altro punto. Mi chiesi : “Buon Dio…ma cosa è successo,…sono spariti?”
Il secondo aereo restò sulla destra dell' l'UFO, molto vicino. Era minuscolo rispetto a quella macchina enorme. Nel momento in cui l'UFO prese a muovere verso Ovest, anche il secondo caccia scomparve, come pure il rumore del suo motore. …Quell’oggetto aveva le stesse dimensioni del nostro stadio da Baseball! …Dopo avere "rapito" gli aerei, l'UFO si abbassò di quota, avvicinandosi molto al suolo (sopra al piccolo lago di Saman). Restò sospeso per un momento, quindi i suoi angoli si deformarono e con un grande lampo luminoso giallo, emesso dalla sfera centrale gialla, si divise in due triangoli rossi, che schizzarono via, ad impressionante velocità, uno verso Sud-Est e l'altro verso Nord-Est, in direzione di Monte del Estado”
Un altro testimone, Ivan Coté aggiunse che gli era sembrato di vedere oggetti rossi molto più piccoli circondare l'UFO e tentare di allontanare gli aerei da caccia.
Affermò che un terzo caccia era rimasto lontano dall’UFO, assistendo all’intero evento. Uno dei triangoli, per alcuni istanti lo aveva inseguito.
Jorge Martin riuscì a rintracciare altri testimoni residenti nell’area, i cui resoconti avrebbero evidenziato forti affinità. L’ufficio della FAA (Federal Aviation Administration) di Portorico gli rispose di non essere al corrente di alcun incidente con UFO, confermando peraltro che personale di stanza nella base navale di Roosevelt Roads, dall'altro lato dell’isola, aveva segnalato l’avvistamento di due oggetti triangolari rossi.
Totale reticenza emerse invece da parte dei responsabili delle basi aeree della Guardia Nazionale di Muniz e di Salinas, i quali affermarono che nessuno dei loro aerei aveva sorvolato la regione quella sera. Tuttavia, quando Jorge Martin prese ad interrogare i responsabili delle unità di polizia specializzate nella caccia ai trafficanti di droga ed ai loro aerei, ossia la Fast Action United Force (FURA), di cui un'unità radar era basata a San German, molto vicino a Cabo Rojo- e la Criminal Investigation Corps- ebbe conferma che un’intensa attività di aerei da combattimento era stata registrata sopra la regione, nelle stesse ore in cui aveva avuto luogo l’avvistamento. La FAA affermò di non comprendere perché Roosevelt Roads negasse l'evidenza, mentre Mirabal, l'ufficiale interrogato da Jorge Martin, gli fece questa sorprendente confidenza:
“ non so nulla dell’incidente, ma qualora una relazione al riguardo fosse stata redatta, noi non ne saremmo a conoscenza, poiché queste indagini sono riservate ad un Dipartimento Speciale della FAA, con sede a Washington”
Altre testimonianze
Ulteriori conferme sull’avvistamento pervennero a Martin da altri residenti della zona di Cabo Rojo, la famiglia Mercado. Il signor Carlos Manuel Mercado, udite le grida di sua moglie e di Wilson Sosa si era precipitato all’esterno, riferisce quanto segue:
“Improvvisamente vidi un grande oggetto luminoso..Sulle prime non potei identificare di che cosa si trattasse. Aveva una luce gialla, molto brillante…Di colpo vidi due caccia accanto a quella “cosa”. Uno degli apparecchi stava affiancando l'oggetto sulla sinistra, mentre l'altro lo incrociava da sinistra a destra. Si avvicinarono molto all’UFO, tanto che ad un certo punto tememmo una collisione...Fu allora che l’ UFO si fermò di colpo nel vuoto. I due aerei sembrarono entrarvi dentro, e fu l'ultima cosa che si vide di essi. …Quell’astronave era immensa...- mentre virava potei constatare che si trattava di un triangolo. C'erano luci ad ogni lato ed una grande sfera al centro, che emanava la luce gialla. Quindi girò e si fermò sopra il lago Saman, si divise ed una delle parti se ne andò a incredibile velocità verso Est, mentre l’altra si allontanava verso Nord.
Gli aerei militari sembravano voler intercettare quella “cosa”, per costringerla a cambiare direzione; questo avvenne per tre volte, prima che essa si fermasse, inghiottendoli... Ero realmente nervoso, a vedere quell’UFO, così enorme, venire nella nostra direzione. E anche a vedere quegli aerei che rischiavano una collisione con esso..Del resto, subito dopo essergli passati davanti, il rumore del loro motore cessò di colpo.”
Il già citato Ivan Coté, residente nel quartiere di Saban Yeguas a Lajas, così descrive il prosieguo dell’avvistamento
“Allora un altro aereo è apparso, ma restò lontano, come se avesse visto ciò che gli altri due avevano appena subito. Scomparve nelle nuvole, inseguito da piccole luci rosse emesse dal grande oggetto volante....”
Aristides Medina, un veterano dell'esercito, riferì che la sera successiva verso le 20 una flottiglia di elicotteri neri aveva sorvolato la Sierra Bermeja e la Laguna Cartagena, con le luci spente, per rimanere sull’area fin verso la mezzanotte. Cercavano evidentemente qualcosa, dato che volavano bassi e dovevano essere equipaggiati di visori all’infrarosso...
All'alba cinque navi della US Navy e una portaerei si erano disposti a circa venticinque chilometri al largo delle coste di Cayo Margarita, nell'oceano atlantico. Vi erano rimaste qualche tempo, come se attendessero qualcosa. Martin apprese da un ufficiale della Navy dell’esistenza di
registrazioni radar che mostravano ciò che era avvenuto, ma che quei documenti, essendo classificati, erano stati inviati a Washington..
Un evento, quello di Portorico di straordinaria portata. Non si trattava peraltro né del primo né dell’ultimo caso di sparizioni di aerei in concomitanza con avvistamenti di UFO. Già nel 1953 il comandante dell’USAF, Chidhaw aveva rilasciato la seguente dichiarazione
We have stacks of reports of flying saucers. We take them seriously when you consider we have lost many men and planes trying to intercept them
FONTI PRIMARIE:
Timothy GOOD “Alien Liason-The Ultimate Secret” Arrow Books 1993
Timothy GOOD “Beyond Top Secret” Pan Books 1997
“Intorno alle 18 notammo alcuni caccia a reazione, sorvolare la regione. (….) ad alta quota. Fu in quel momento che apparve un grande UFO sopra la Sierra Bermeja. Afferrai il binocolo: era enorme (…) aveva una grande luce lampeggiante, e molte altre colorate lungo la sua sagoma…Aveva la forma di un triangolo, leggermente arrotondato sul retro. L’oggetto compì una virata, scendendo di quota, portandosi nelle vicinanze di due caccia a reazione che lo stavano tallonando…Uno di essi tentò di incrociare frontalmente l’UFO, il quale si spostò a sinistra, riducendo la sua velocità. Per tre volte, gli aerei cercarono di portarsi ai suoi lati.Ad un certo punto l'UFO si bloccò di colpo in cielo. Era incredibile che una cosa di quelle dimensioni potesse mantenersi immobile.. Il secondo caccia rimase alla destra dell'UFO, mentre l'altro si portò alla sua sinistra, rimanendo un po indietro (…) . Ci mettemmo tutti a gridare, temendo una collisione, o anche un'esplosione. Di colpo realizzai che il caccia che si era posto dall’altra parte dell’UFO, era misteriosamente scomparso..Non lo vidi riapparire né da dietro di quell’oggetto, né verso l'alto né verso nessun altro punto. Mi chiesi : “Buon Dio…ma cosa è successo,…sono spariti?”
Il secondo aereo restò sulla destra dell' l'UFO, molto vicino. Era minuscolo rispetto a quella macchina enorme. Nel momento in cui l'UFO prese a muovere verso Ovest, anche il secondo caccia scomparve, come pure il rumore del suo motore. …Quell’oggetto aveva le stesse dimensioni del nostro stadio da Baseball! …Dopo avere "rapito" gli aerei, l'UFO si abbassò di quota, avvicinandosi molto al suolo (sopra al piccolo lago di Saman). Restò sospeso per un momento, quindi i suoi angoli si deformarono e con un grande lampo luminoso giallo, emesso dalla sfera centrale gialla, si divise in due triangoli rossi, che schizzarono via, ad impressionante velocità, uno verso Sud-Est e l'altro verso Nord-Est, in direzione di Monte del Estado”
Un altro testimone, Ivan Coté aggiunse che gli era sembrato di vedere oggetti rossi molto più piccoli circondare l'UFO e tentare di allontanare gli aerei da caccia.
Affermò che un terzo caccia era rimasto lontano dall’UFO, assistendo all’intero evento. Uno dei triangoli, per alcuni istanti lo aveva inseguito.
Jorge Martin riuscì a rintracciare altri testimoni residenti nell’area, i cui resoconti avrebbero evidenziato forti affinità. L’ufficio della FAA (Federal Aviation Administration) di Portorico gli rispose di non essere al corrente di alcun incidente con UFO, confermando peraltro che personale di stanza nella base navale di Roosevelt Roads, dall'altro lato dell’isola, aveva segnalato l’avvistamento di due oggetti triangolari rossi.
Totale reticenza emerse invece da parte dei responsabili delle basi aeree della Guardia Nazionale di Muniz e di Salinas, i quali affermarono che nessuno dei loro aerei aveva sorvolato la regione quella sera. Tuttavia, quando Jorge Martin prese ad interrogare i responsabili delle unità di polizia specializzate nella caccia ai trafficanti di droga ed ai loro aerei, ossia la Fast Action United Force (FURA), di cui un'unità radar era basata a San German, molto vicino a Cabo Rojo- e la Criminal Investigation Corps- ebbe conferma che un’intensa attività di aerei da combattimento era stata registrata sopra la regione, nelle stesse ore in cui aveva avuto luogo l’avvistamento. La FAA affermò di non comprendere perché Roosevelt Roads negasse l'evidenza, mentre Mirabal, l'ufficiale interrogato da Jorge Martin, gli fece questa sorprendente confidenza:
“ non so nulla dell’incidente, ma qualora una relazione al riguardo fosse stata redatta, noi non ne saremmo a conoscenza, poiché queste indagini sono riservate ad un Dipartimento Speciale della FAA, con sede a Washington”
Altre testimonianze
Ulteriori conferme sull’avvistamento pervennero a Martin da altri residenti della zona di Cabo Rojo, la famiglia Mercado. Il signor Carlos Manuel Mercado, udite le grida di sua moglie e di Wilson Sosa si era precipitato all’esterno, riferisce quanto segue:
“Improvvisamente vidi un grande oggetto luminoso..Sulle prime non potei identificare di che cosa si trattasse. Aveva una luce gialla, molto brillante…Di colpo vidi due caccia accanto a quella “cosa”. Uno degli apparecchi stava affiancando l'oggetto sulla sinistra, mentre l'altro lo incrociava da sinistra a destra. Si avvicinarono molto all’UFO, tanto che ad un certo punto tememmo una collisione...Fu allora che l’ UFO si fermò di colpo nel vuoto. I due aerei sembrarono entrarvi dentro, e fu l'ultima cosa che si vide di essi. …Quell’astronave era immensa...- mentre virava potei constatare che si trattava di un triangolo. C'erano luci ad ogni lato ed una grande sfera al centro, che emanava la luce gialla. Quindi girò e si fermò sopra il lago Saman, si divise ed una delle parti se ne andò a incredibile velocità verso Est, mentre l’altra si allontanava verso Nord.
Gli aerei militari sembravano voler intercettare quella “cosa”, per costringerla a cambiare direzione; questo avvenne per tre volte, prima che essa si fermasse, inghiottendoli... Ero realmente nervoso, a vedere quell’UFO, così enorme, venire nella nostra direzione. E anche a vedere quegli aerei che rischiavano una collisione con esso..Del resto, subito dopo essergli passati davanti, il rumore del loro motore cessò di colpo.”
Il già citato Ivan Coté, residente nel quartiere di Saban Yeguas a Lajas, così descrive il prosieguo dell’avvistamento
“Allora un altro aereo è apparso, ma restò lontano, come se avesse visto ciò che gli altri due avevano appena subito. Scomparve nelle nuvole, inseguito da piccole luci rosse emesse dal grande oggetto volante....”
Aristides Medina, un veterano dell'esercito, riferì che la sera successiva verso le 20 una flottiglia di elicotteri neri aveva sorvolato la Sierra Bermeja e la Laguna Cartagena, con le luci spente, per rimanere sull’area fin verso la mezzanotte. Cercavano evidentemente qualcosa, dato che volavano bassi e dovevano essere equipaggiati di visori all’infrarosso...
All'alba cinque navi della US Navy e una portaerei si erano disposti a circa venticinque chilometri al largo delle coste di Cayo Margarita, nell'oceano atlantico. Vi erano rimaste qualche tempo, come se attendessero qualcosa. Martin apprese da un ufficiale della Navy dell’esistenza di
registrazioni radar che mostravano ciò che era avvenuto, ma che quei documenti, essendo classificati, erano stati inviati a Washington..
Un evento, quello di Portorico di straordinaria portata. Non si trattava peraltro né del primo né dell’ultimo caso di sparizioni di aerei in concomitanza con avvistamenti di UFO. Già nel 1953 il comandante dell’USAF, Chidhaw aveva rilasciato la seguente dichiarazione
We have stacks of reports of flying saucers. We take them seriously when you consider we have lost many men and planes trying to intercept them
FONTI PRIMARIE:
Timothy GOOD “Alien Liason-The Ultimate Secret” Arrow Books 1993
Timothy GOOD “Beyond Top Secret” Pan Books 1997
CACCIA TRAGICA L'inspiegabile morte del capitano Thomas Mantell, prima vittima di un incontro ravvicinato tra un Mustang dell'USAF ed un UFO
Mantel, Thomas: Il Capitano Thomas Mantel tentò l'inseguimento di un Ufo con il suo Mustang P 51, ma esplose in volo probabilmente entrato nell'aera del campo magnetico dell'oggetto che stava inseguendo. Fu la prima vittima accertata, abbinata ad un avvistamento di Ufo's. Seppure tuttora riportato su molti libri, con il passare del tempo e con la grande attenzione sull'incidente di Roswell, agli occhi di alcuni ricercatori, l'episodio forse oggi non appare più nella sua tragica e vivida luce. Il caso Mantell divenne la pietra miliare dell'ipotesi extraterrestre (ETH) del maggiore Donald E. Keyhoe, proposta nei suoi saggi, specialmente in The Flying Saucers are Real (1950) e Flying Saucers from Outer Space (1953). Altri autori degli anni Cinquanta gli fecero eco, fra questi lo stesso Edward J. Ruppelt, a capo del progetto Blue Book tra il 1951 e il 1953, il cui The Report on Unidentified Flying Objects (pubblicato nel 1956) fu il primo a basarsi su materiale dell'aviazione rilasciato dall'ufficio stampa dell'Aeronautica statunitense, contrariamente alla documentazione di Keyhoe ed altri. Metallico ed incredibilmente grande
Il 7 gennaio 1948, esattamente una settimana dopo che il Progetto Sign aveva ricevuto il via libera dal quartier generale di Washington, tra mezzogiorno e le 13.00, testimoni riportarono l'avvistamento di un oggetto rotondo, bianco, di circa 75 metri di diametro, che si muoveva ad elevata velocità nel cielo del Kentucky. Alcuni sostennero che splendeva di un colore rossastro, altri che aveva la forma di un cono gelato. Qualsiasi cosa fosse, la polizia fece il primo rapporto alle 13.15 alla torre di controllo di Godman Field, fuori da Louisville, Kentucky. Alle 13.45 personale della base avvistò l'oggetto con i binocoli, ma nessuno fu in grado di determinarne né la distanza dalla torre, né la sua velocità o misura, sebbene fosse rimasto visibile per circa due ore, per sparire poi lentamente alla vista. In quel momento, una formazione di quattro caccia F51 guidata dal capitano Thomas Mantell, della guardia nazionale del Kentucky, era impegnata in una missione di trasporto da Marietta, Georgia, al campo d'aviazione Standiford, nei pressi di Godman. La torre di controllo di Godman contattò via radio Mantell, chiedendogli di cambiare direzione e tentare l'identificazione dell'intruso. Mantell obbedì prontamente e non tardò ad avvistare l'UFO. Non ci è dato sapere se qualcuno dei suoi piloti vide la stessa cosa. Quello che è assolutamente certo è che fu inquadrato sia dal personale di terra che da quello della torre. Dubbi sussistono anche in merito alle parole esatte usate nei messaggi radio trasmessi da Mantell alla torre. Pare che Mantell abbia detto: "Sembra metallico e di dimensioni spaventose!", frase che evocherebbe l'immagine di una possibile astronave aliena. Ad ogni modo, Mantell continuò a seguire l'UFO, disse che lo aveva avvistato ma che non lo identificava, così decise di dargli un'occhiata più da vicino. Testimoni affermarono di avergli sentito dire che non sarebbe andato oltre i 20.000 metri, per non compromettere la propria riserva di ossigeno. Fu l'ultima volta che sentirono la sua voce. Subito dopo arrivò la notizia della caduta dell'aereo di Mantell e della sua morte. Il velivolo schiantato venne trovato nei pressi di una fattoria di Franklin, nel Kentucky, vicino al confine con il Tennessee.
"Non so cosa fosse"
A questo punto, con la perdita di una vita, gli UFO andavano presi seriamente e quelli che volevano ignorarne l'esistenza furono obbligati a ripensarci. Due articoli apparvero sul Louisville CourierJournal e sul Louisville Times dell'8 gennaio. Gli investigatori dell'Aeronautica si sentirono in obbligo di tirare fuori una qualche risposta al problema. Un astronomo, il dottor Walter Lee Moore dell'Università di Louisville, notò che il pianeta Venere occupava nel cielo circa la stessa posizione dell'oggetto visto dagli ufficiali di Godman e suggerì che l'UFO fosse il pianeta, aggiungendo ironicamente: "Se hanno intenzione di inseguire Venere, ne hanno di strada da fare". Dal canto suo, l'Aeronautica militare si espresse con la spiegazione più plausibile: doveva essere Venere, anche se troppo vicina al Sole e scarsamente visibile. Il New York Times invece non menzionava Venere, ma citava l'opinione di astronomi dell'università Vanderbilt, nel Tennessee, che avevano monitorato un oggetto da loro ritenuto un pallone aerostatico. Ma l'ufficio meteorologico di Nashville negò la presenza di palloni in quella zona. Il colonnello della base, Guy F. Hix e altri ufficiali di Godman videro l'oggetto attraverso i binocoli. Hix disse: "Pensavo che fosse un corpo celeste, ma non so dire se si muoveva o no. È solo che non so cosa fosse".
Hynek, Venere e i palloni aerostatici
Ufficialmente, dunque, Mantell era svenuto a causa della mancanza di ossigeno (Anossemia) a 20.000 piedi e il suo F51 si era schiantato senza controllo. Gli articoli sul caso, firmati da un certo Shalett, erano scritti con la cooperazione dell'Aeronautica militare e tendevano a mettere fuori gioco gli UFO. L'ronia di tutto questo era che quasi simultaneamente l'ufficio stampa dell'aviazione rilasciò delle dichiarazioni sulle investigazioni UFO secondo le quali "nonostante l'oggetto avvistato da Mantell fosse stato identificato con il pianeta Venere, l'elevazione e l'azimuth del pianeta non coincidevano con quelle rilevate, quindi l'oggetto era considerato ancora non identificato". Keyhoe seguì la linea opposta, sostenendo l'ipotesi dell'astronave e smontando tutte le alternative una dopo l'altra. Credeva anche che l'aeronautica fosse in possesso di una registrazione e che non volesse divulgarla. Sentì anche parlare di foto, ma l'aeronautica ne negò l'esistenza. Quando l'articolo di Keyhoe andò in stampa, l'aeronautica militare aveva rilasciato un'altra dichiarazione (30 dicembre 1949), in cui si affermava che l'oggetto di Mantell era stato infine identificato. Secondo loro, gli avvistamenti erano dovuti a una combinazione tra Venere e forse uno o più palloni aerostatici per i raggi cosmici. La confusione sul caso fu aumentata dal fatto che l'aeronautica incluse nei suoi rapporti un altro gruppo di avvistamenti avvenuti lo stesso giorno, il 7 gennaio (riportati anche dal New York Times), in cui si diceva che numerose basi dell'aviazione nel Midwest avvistarono quel pomeriggio un UFO a bassa quota che si muoveva con un'andatura irregolare ed emetteva lampi di luce. I ricercatori UFO dissero che si poteva trattare dello stesso oggetto visto da Mantell, ma l'aviazione ribadiva che, anche se l'oggetto del caso Mantell poteva non essere Venere, quello avvistato durante il pomeriggio lo era di sicuro. Il dottor J. Allen Hynek, nel dicembre 1949, scrisse un resoconto sul caso Mantell ammettendone, successivamente, il suo carattere fuorviante e di ciò fece ammenda. Sfortunatamente il danno era stato fatto e i dubbi rimanevano. Hynek, che in quel periodo non si era ancora occupato di UFO quale fenomeno di possibile origine extraterrestre, si disse interessato solo al lato astronomico della faccenda (per esempio, Venere) e che non gli interessava sondare altre ipotesi. Confessò che una volta analizzata la possibilità che la luce avvistata da Mantell fosse Venere, era arrivato a concludere che quel giorno la sua magnitudo era troppo fioca e inoltre troppo vicina al Sole per essere visibile alla luce del giorno.
Finti soli e miraggi di Giove
Alcuni scrittori UFO hanno offerto altre possibili soluzioni nel corso degli anni, in ragione della rispettiva conoscenza dei fatti. Il dottor Donald Menzel, nel suo primo libro Flying Saucers (1953) suggerì che Mantell stesse inseguendo un miraggio, conosciuto come finto Sole (lasciando cadere l'idea in entrambi i suoi libri successivi). Il tenente colonnello Lawrence J. Tacker, nel suo lavoro semi ufficiale Flying Saucers and the USAF (1960) espresse entrambe le ipotesi, prima dicendo che l'oggetto era un pallone, quindi rispolverando la teoria del finto Sole di Menzel come alternativa. Più recentemente, lo scettico inglese Stewart Campbell ha dato un nuovo punto di vista: un miraggio di Giove, appoggiato dall'opinione di Philip Klass del CSICOP, negatore d'ufficio dei nostri giorni. Tutte queste spiegazioni, pur nella loro eccessiva eccentricità, vengono ancora oggi sostenute dai debunkers di tutto il mondo, per i quali il caso Mantell rappresenta una dolorosa spina nel fianco.
Era un pilota molto esperto
Costoro non esitano a tacciare Mantell di inesperienza o a ridurne la figura professionale a quella di un emerito cretino che si è arrischiato troppo, suicidandosi. In realtà Thomas Mantell poteva vantare un'esperienza di oltre tremila ore di volo, molte delle quali nei teatri di guerra del secondo conflitto mondiale, meritandosi una medaglia al valor militare. È difficile sostenere che in quel pomeriggio del 7 gennaio si sia comportato da principiante, trascurando la mancanza d'ossigeno ed attratto da un obiettivo da raggiungere ad ogni costo. È altresì impensabile che non abbia saputo distinguere la luce di un pianeta o di un pallone sonda, per quanto di dimensioni diverse da quelle di un aeromobile sconosciuto. Se così fosse stato, è inspiegabile il fatto di non essere riuscito a raggiungerlo, data la limitata velocità di un globo aerostatico. Inoltre, stando ai messaggi del pilota, l'oggetto era metallico, enorme e capace di velocità variabile, in grado quindi di eludere un'intercettazione. I documenti relativi all'incidente sono tuttora classificati, soprattutto quelli riguardanti l'esame necroscopico del cadavere di Mantell e la perizia sui rottami del velivolo.
La testimonianza di Duessler
Di recente è emersa una testimonianza che potrebbe confermare l'ipotesi UFO, quella di James Duessler, un ex militare che all'epoca dell'incidente prestava servizio presso Godman Field con il grado di capitano. Duessler afferma apertamente che in cielo vi era un oggetto di aspetto metallico, dai riflessi bianchi e scintillanti, rimasto sul posto per oltre quattro ore, tranne 15 o 20 minuti in cui fu oscurato dalle nubi.
Duessler afferma che non si trattava certamente di Venere. Salito sulla torre di controllo poté infatti distinguere un oggetto sigariforme caratterizzato da una luminosità arancione. Lo stesso Duessler, impegnato nell'ufficio inchieste sugli incidenti aerei, fu inviato sul luogo del disastro, mentre la perizia tecnica rilevò altre incongruenze. "Quando giunsi sul posto spiega Duessler alcuni ufficiali incaricati erano già lì. La salma del pilota era stata prontamente portata via, ma uno degli ufficiali mi disse che il suo corpo, inspiegabilmente, non presentava né sangue né ossa, ridotto ad una poltiglia informe. Inoltre l'aereo sembrava non essere precipitato, ma calato perpendicolarmente al terreno con il ventre verso il basso. Non c'era alcun indizio di angolazioni nel precipitare. Inoltre il velivolo venne ritrovato nei pressi di una radura, nell'unico spiazzo disponibile, non abbastanza grande per poter atterrare in quel modo, eppure, per quanto ricordi, neppure un ramoscello risultava spezzato. Il Mustang non presentava tracce di incendio e questo era altrettanto inspiegabile. Non avevo mai visto prima, ne ho più visto successivamente, un crash come quello".
La testimonianza di Duessler contraddice i rapporti ufficiali dall'Air Force ed è fondamentale per confermare che qualcosa di realmente anomalo avvenne il 7 gennaio 1948 nei cieli della base di Godman. Alcuni dicono che Mantell ebbe un incidente causato forse dal fatto di essersi avvicinato troppo al campo magnetico di un UFO. Lo stesso capitano F. Ruppelt, nel trattare il caso per il Project Blue Book nel 1956, scrisse: "se si rinuncia all'ipotesi Skyhook (un tipo di pallone sonda, N.d.R.), ci resta l'immagine di un UFO di dimensioni colossali". Proprio a 14 giorni di distanza dalla morte di Mantell, l'aeronautica varò il Project Saucer, un programma di copertura del più importante Project Sign orientato a stabilire che gli UFO erano navicelle di origine extraterrestre.
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